Michele Sindona (Patti, 8 maggio 1920 – Voghera, 22 marzo 1986) è stato un finanziere e banchiere italiano, legato alla mafia e alla loggia%20massonica%20P2.
È noto per il suo ruolo in una serie di scandali finanziari e per il suo coinvolgimento in attività illegali, tra cui il riciclaggio%20di%20denaro. Considerato per lungo tempo il "salvatore della lira", Sindona costruì un impero finanziario negli anni '60 e '70, acquisendo partecipazioni in banche, società immobiliari e aziende industriali sia in Italia che all'estero.
La sua scalata finanziaria fu caratterizzata da operazioni speculative e rapporti con ambienti criminali e politici corrotti. Il Banco%20Ambrosiano, di cui Sindona era consulente, fu al centro di uno dei più grandi scandali finanziari italiani, che portò al fallimento dell'istituto e alla morte del suo presidente, Roberto%20Calvi.
Sindona fu condannato in Italia per bancarotta%20fraudolenta e negli Stati Uniti per frode. Morì in carcere a Voghera nel 1986, avvelenato con il cianuro, in circostanze mai completamente chiarite. La sua storia rimane un esempio emblematico di come il potere finanziario possa essere utilizzato per fini illeciti e delle conseguenze devastanti che ne derivano.
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